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VISTA SULL’ITALIA, I MATURANDI DEL SULPICIO TENGONO IN VITA LA STORIA ALL’EPOCA DEL COVID

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 ‘La storia siamo noi’, lo dice De Gregori, lo dicono questi tempi nevrili in cui fare la storia significa lottare contro Covid, lo ribadiscono con forza ed intelligenza gli studenti del Sulpicio di Veroli che si preparano ad affrontare la più strana maturità di sempre. Ripercorrendo in maniera ideale il percorso che ha condotto l’Italia dalla sua Unità a questo spiazzante 2020. Un progetto di storia portato avanti dalle ultime classi dello scientifico che il dinamico dirigente Salvatore Cuccurullo non ha esitato a definire, in una video brochure, ‘Vista sulla Storia’. Lo stimolo che ha contrappuntato l’iniziativa, lo scalino che ne ha sostanziato la realizzazione è stato, neanche a dirlo, quello della didattica a distanza, una sorta di ‘percorso obbligato’ che però in questo caso, invece di produrre limitazioni ed affanni, ha avuto la più mirabile delle metamorfosi di adattamento. Ecco che dunque genitori, personale amministrativo, docenti e studenti dell’indirizzo scientifico hanno voluto gettare uno sguardo angolare e corrusco sulla storia italiana. Una storia che non è fermata, né arresa al ritorno ad una esistenza basica innescato dalla pandemia e che ha incardinato il tema ‘Vista sull’Italia’. Tema che è servito per mettere a fuoco e mettere on line degli step su accadimenti che hanno determinato la genesi del paese e il suo percorso, dal 17 marzo 1861 alla maturità quasi alienante di questo strano 2020. Sono 50 le vedute documentate ed illustrate, in un ventaglio ricco ed esaustivo che va dalla cronaca nera a quella rosa, dallo sport all’aneddotica sociale, fino ai momenti di massima inventiva che hanno caratterizzato da sempre il ‘genio italico’. Il tutto con un novero di fonti bibliografiche di assoluto pregio, fra le quali campeggiano scritti di Massimo Gramellini e dello stesso professor Giuseppe D’Onorio, ideatore del progetto, docente del Sulpicio e memoria storica eruditissima della comunità ernica. Scorci interessantissimi che prendono in esame, ad esempio, la figura del maratoneta Dorando Petri, vincitore solo morale della matarona ai giochi olimpici del 1908 ma squalificato perché sorretto dai giudici impietositi dalle sue condizioni durante gli ultimi metri prima di tagliare il traguardo. Uno sguardo acuto sulla storia che ha saputo rendere ancor più il senso di una passione che, prima ancora che figlia di una situazione emergenziale, è madre di una forma di rispetto universale. Rispetto per i fatti che, accaduti ieri, ci hanno disegnato come italiani oggi e daranno il tratto agli italiani di domani. Quegli italiani piagati ma non piegati dal Covid che, sulle note di Notte Prima degli Esami’ di Venditti e tutti affacciati sulla bocca di una studentessa del Sulpicio, hanno ripercorso i momenti salienti dell’arrivo della pandemia. E tracciato con essi la rotta che conduce all’esame di maturità 2020, insolito ma integro nella sua finalità: consegnare alla società le donne e gli uomini del domani. Con qualche emozione in più e qualche certezza in meno. Come si addice all’umanità quando dà il meglio di sé.

Monia Lauroni