Sarà una Pasqua diversa, con tutti i riti collegati ad essa. A Veroli da secoli si ripetono funzioni religiose e popolari che sembrano sospese nel tempo, quasi eterne per la loro unicità. Quest’anno purtroppo sarà diverso. Giusto così, ci mancherebbe. Ma il groppo alla gola c’è lo stesso, anzi si amplifica in questo momento, considerando la grande partecipazione della cittadinanza ai riti della Settimana Santa. Anche la processione mattutina dell’Addolorata e quella serale col Cristo morto, simboli inscindibili dall’anima di Veroli, sono costrette ad arrendersi. Non succedeva dalla primavera del 1944, durante la seconda guerra mondiale. Per i verolani si tratta di rinunce importanti. Le porte delle chiese sbarrate che nella sera del Giovedì Santo profumavano di fiori e d’incenso. Lo storico e suggestivo cammino della Madre Dolorosa del Venerdì, ancor prima dell’alba, scandito dalle note struggenti dello Stabat Mater. Un digiuno forzato che aggiunge tristezza alla tristezza. L’identità di una comunità sospesa, come le vite d’ognuno in questi tempi d’incertezza. Nel pensiero dei giorni incompiuti, orfani di un rito che rappresenta salvezza e redenzione, fra le gemme di aprile, si ascolta un silenzio inconsolabile. Era quella Madonna vestita di nero a sfiorare col capo i primi fiori di ciliegio, le gemme luminose che spuntavano dai balconi sospesi nei vicoli scalzi. Quest’anno non sarà così. Il calore del primo sole di questo venerdì di primavera arriverà come un malessere doloroso. Non avranno bagliori le prime luci dell’alba. Non è facile orientarsi nel buio: si va a tentoni, si sbatte e si inciampa, e rialzandosi si può sbagliare l’appiglio. Per Veroli no. Sarà solo l’inizio di un percorso di silenziosa preghiera e meditazione. E’ troppo importante resistere, proprio per tornare a respirare presto le sensazioni, le emozioni e le lacrime legate a quella Madre Addolorata che affondano le radici nel dna stesso degli ernici. E farci trovare pronti quando, a metà settembre, con i vestiti della festa, percorrerà di nuovo le nostre vie per riabbracciare i suoi figli. Un evento eccezionale per Veroli, per la prima volta la processione mattutina dell’Addolorata si svolgerà a settembre, stesso percorso, ma con l’abito rosso ed il manto azzurro colore del cielo. Sarà il segno della rinascita, della forza spirituale di una comunità che non si è arresa e di una fede che non subisce cancellazioni. Nell’intimo delle nostre case, sarebbe importante che venerdì, nell’orario canonico della processione, ognuno degli iscritti alla confraternita, dedicasse un momento di raccoglimento, indossando un particolare distintivo: la medaglia, il velo, la tunica, il cappuccio, o anche solo il cordone. Un modo per vivere nell’animo un rito che è parte integrante della storia di Veroli. La forza dello Stabat Mater è il silenzio.
Monia Lauroni
*Foto di Augusto Cestra