HOMEPAGE CRONACA Veroli, 4 novembre senza pubblico nel rispetto delle prescrizioni Anti Covid

Veroli, 4 novembre senza pubblico nel rispetto delle prescrizioni Anti Covid

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 La ricorrenza del 4 novembre ha assunto quest’anno un significato ancora più solenne e forte, seppur celebrata in forma strettamente intima. A 102 anni dalla fine della Grande Guerra che tanto è costata in termini di vittime, il Sindaco Simone Cretaro e l’amministrazione comunale hanno commemorato la giornata dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate. Nel rigore che il periodo richiede, alla presenza dei maggiorenti civili e militari della cittadina ernica, si è svolta questa mattina nella Basilica di Santa Maria Salome la cerimonia religiosa al termine della quale un corteo lento e silenzioso ha deposto una Corona d’Alloro presso il Monumento dei Caduti in considerazione del rilievo storico della ricorrenza in un momento che vede schierati altri soldati che lottano contro un nemico senza fucili. La giornata che segna la fine vittoriosa della guerra e commemora la firma dell’armistizio siglato a Villa Giusti con l’Impero austro-ungarico fu istituita come festività nel 1919 dal regime mussoliniano, che la celebrava come “data più memorabile della storia italiana” (discorso di Mussolini il 4 novembre 1925), ma la “festa” del 4 novembre ha smesso di essere tale nel 1977, quando in un periodo di crisi economica si volle limitare il numero delle festività. Ancora oggi la data del 4 novembre è legata ad una memoria contraddittoria, che risveglia l’esultanza per la fine di quell’immane conflitto, ma ricorda anche il dolore del nostro Paese per le 600mila morti causate dalla guerra. Subdola, come tutte le guerre. Un giorno per ringraziare tutti coloro che anche oggi si spendono per la nostra tutela e la nostra sicurezza, soprattutto in questo momento difficilissimo per tutti i cittadini ma anche per chi è Istituzione e, ancora di più, per chi svolge professioni sanitarie. Un giorno per non vanificare il sacrificio fatto e, nelle contingenze di questo tempo complesso, sentirsi sempre più ‘popolo’ e mai individualità.

Monia Lauroni