‘Un viaggio ha senso solo solo senza ritorno, se non in volo’.
Sono parole di una canzone, una canzone che come destinazione ha Paradiso Città. Il sogno di Anna Maria Oddi, la Maestra Anna Maria Oddi, non era esattamente quel Paradiso, il suo viaggio tanto atteso non prevedeva luci e palazzi, ma un inferno in terra dove donare un po’ di sereno. Una terra straziata dai conflitti e dalla povertà: il Rwanda.
Era lì che la Maestra dal cuore grande avrebbe voluto portare un po’ del suo altruismo, un sorriso, una speranza. Anna Maria è morta, con il suo sogno stretto come un rosario tra le mani. Nel nostro mondo questa sarebbe stata quasi esclusivamente la storia di un fallimento, ma la prospettiva a volte cambia ad altre latitudini. Per Anna Maria la morte non è quasi nominabile tanto ha tentato di evitarla a qualunque costo, almeno quella dell’anima, proprio in quello spicchio di terra che tanto le stava a cuore.
E’ vero si muore una volta sola, ma questo è vero solo in senso biologico, che è uno degli strati della realtà. Il cuore può vivere più volte e ogni volta è per sempre. E questo cuore, il cuore di Anna Maria, non ha mai smesso di vivere, di vivere per gli altri, di vivere con quel filo attaccato nel petto che la congiungeva a quella terra di guerre, di povertà, di orfani, di lacrime. Perché verrebbe da chiederci, perché una donna tanto solare, tanto amata, avrebbe avuto a cuore il destino di Kora, dei suoi bambini, delle sue chiese, delle sue strade? Perché Anna Maria sentiva che la persona che muore nella trincea sotto la bomba o sommersa dalle macerie senza soccorso o di stenti siamo ognuno di noi. Solo che noi non lo sapevamo ancora. Anna Maria sì, lei lo aveva capito, aveva capito tutto di questa nostra vita, che non è nostra. Ogni cosa ci è data in prestito.
Una lezione senza abbecedari e senza lavagne, una lezione che ha insegnato a tutti coloro che le stavano intorno. Lei era così, una leader naturale che riusciva a coinvolgere le persone tirando fuori quello spirito di fratellanza che ha sempre contrassegnato ogni passo della sua vita. Può sembrare paradossale, ma la scomparsa di Anna Maria è stata l’approdo naturale per fondare un’associazione che porta il suo nome e continuare a fare quello che faceva in vita, indirizzando molti su quel cammino, verso quel sogno.
L’associazione è nata ad un anno dalla sua scomparsa, spontaneamente e grazie al marito Aldo Velocci ed ai figli Eugenio e Gabriele. Le intenzioni e gli obiettivi da raggiungere, mutuando da quella che era la filosofia della compianta Maestra, erano già chiari a tutti: poche parole e molta concretezza. Già alcune opere nella città di Kora erano state portate a termine, altre in fase di progettazione.
Lei non si arrendeva mai. Protagonista di tante iniziative, che può sembrare riduttivo definire di volontariato o di impegno sociale. La sua scomparsa ha sicuramente lasciato un vuoto incolmabile in tutta la comunità scolastica e in quella legata ad opere di solidarietà del territorio ernico, nelle quali e con le quali, Anna Maria Oddi si era distinta per tante iniziative. Una donna comune con l’anima preziosa di pochi.
Era di domenica, una domenica qualunque, precisamente il 19 febbraio scorso quando è stata inaugurata alla presenza di tanti, tra amministratori, parroci, colleghi, amici e familiari, ognuno con il suo particolare ricordo ed immenso riconoscimento, presso il plesso scolastico di Santa Francesca, la sua amata scuola, la ‘volontà’ di Anna Maria.
Commozione, ricordi e spartiti di solidarietà. Una musica arrivata dalla terra al cielo, dal cielo alla terra, da Veroli in Rwanda. Come un filo che unisce, un senso di speranza generoso ed irradiante che espira da tutto ciò che vive. E ciò che vive non muore mai.
Inizia così il lungo viaggio di Anna Maria.