La provincia di Frosinone come tutto il Lazio da martedì in zona arancione, ma a Pasqua si cambia ancora. Con un indicatore Rt a 0.99, il Lazio torna in zona arancione da martedì 30 marzo. Fino al 3 aprile quando, per tutte le vacanze di Pasqua, nei giorni 3, 4 e 5 aprile tutta l’Italia torna nella zona rossa come era già successo per Natale.
Da martedì, quindi, saranno aperte anche le scuole ma solo asili, elementari e medie. Dopo Pasqua potranno riaprire le superiori, garantendo agli studenti di fare il tampone rapido gratuito e senza certificato medico in tutti i drive in della regione, come ha spiegato il Presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti. Cosa cambia nella fascia arancione: ci si può spostare nel proprio Comune, rispettando il coprifuoco che inizia alle 22 e termina alle 5. Per bar e ristoranti restano le regole di apertura dalle 5 alle 18, consegna a domicilio consentita, asporto possibile con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. I musei possono rimanere aperti dal lunedì al venerdì tranne nei giorni festivi. Rimangono chiusi i cinema, i teatri, le sale scommesse, le sale da gioco, le discoteche, le sale da ballo, le sale da concerto, le palestre, le piscine, i parchi tematici, le terme, i centri benessere. I negozi sono aperti ma i centri commerciali sono chiusi nel weekend. Per Pasqua invece (3,4 e 5 aprile) si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse, come successo per Natale. Saranno consentiti esclusivamente gli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute. In questi tre giorni sarà consentito, per una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione di amici o parenti della stessa regione, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone. Chi si sposta potrà comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti. Dal 6 aprile si torna di nuovo in arancione. Continuiamo a seguire le regole, che la situazione generale è ancora complessa. La battaglia è ancora lunga e serve prudenza, a tutela nostra e delle nostre fasce fragili, del diritto allo studio dei nostri ragazzi e anche a protezione della nostra economia locale, per la quale è necessario evitare ulteriori restrizioni.
M.L.