Nonostante l’edizione sottotono a causa della pandemia, in vista della finale del premio Strega 2020 in programma giovedì 2 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, non è facile fare previsioni. La serata, condotta da Giorgio Zanchini e Corrado Augias, sarà trasmessa in diretta su Rai3. Ma veniamo al retroscena: quello che doveva essere il trionfatore annunciato, Sandro Veronesi, autore de Il colibrì (La nave di Teseo), già libro dell’anno per la Lettura del Corriere della Sera, pur essendo classificatosi primo in semifinale con 210 voti, non è più così certo del successo finale.
Com’è noto, in quest’annata particolare, i titoli finalisti del premio promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega (con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca) non sono cinque, mai sei: a contendere la vittoria a Veronesi saranno infatti i due candidati Einaudi (Roma e Torino), Gianrico Carofiglio con La misura del tempo (Stile Libero) e Valeria Parrella con Almarina (Einaudi), entrambi secondi in finale con 199 preferenze a testa. Feltrinelli invece presenta Gian Arturo Ferrari, il “professore”, che ha raccolto 181 voti con il suo primo romanzo, Ragazzo italiano. In sestina c’è Daniele Mencarelli, autore di Tutto chiede salvezza (Mondadori, 168 preferenze in semifinale – e già vincitore dello Strega Giovani, il premio delle scuole). E infine il nome rivelazione di questa edizione, il 34enne Jonathan Bazzi, autore di Febbre (Fandango Libri), che da settimo (con 137 voti) si è ritrovato in finale (grazie all’articolo 7 del regolamento), con un esordio che diventerà un film.
Stando alle voci, a Segrate l’intenzione è di tornare alla vittoria. Per farlo il gruppo convergerebbe su Carofiglio (che arrivò terzo nel 2012), che appare quindi il principale sfidante di Veronesi.
Allo stesso tempo, difficilmente Valeria Parrella, unica autrice in finale, verrà “abbandonata” da chi l’ha votata con convinzione in semifinale.
La concorrenza interna in casa Einaudi, e in generale nel gruppo Mondadori, potrebbe finire per favorire Il colibrì.
A complicare le previsioni, la presenza dell’incognita Ferrari, che ha preso molti voti tra gli Amici della domenica. Quante delle 181 preferenze conserverà in finale?
Senza dimenticare i tanti giurati che vorranno confermare il proprio voto a Febbre: nelle foto ufficiali della sestina a spiccare è senza dubbio la colorata figura dell’outsider Bazzi. Mentre si discuteva della presenza di un’unica scrittrice in cinquina, l’autore di Rozzano ha spiegato a Repubblica: “Non sono d’accordo a mettermi tra gli uomini. Questo significa considerarmi a partire dal mio apparato sessuale, io invece mi rappresento liberamente. Non mi considero né una donna né un uomo. Forse un mezzo uomo… Mi piace giocare con le identità, spostarmi tra confini, sfondare recinti… Durante la mia infanzia a Rozzano non potevo dare sfogo alle mie passioni, ora voglio farlo liberamente”.
pm