Negli ultimi anni la Comunità Europea ha emanato alcune leggi sulla mobilità dei veicoli che circolano sulle nostre strade. La più importante è quella che entrerà in vigore il 1 Gennaio 2021. A partire da questa data, infatti, le case costruttrici di tutto il mondo dovranno adeguarsi agli standard imposti dall’Europa che riguardano le emissioni inquinanti. Pertanto i veicoli immatricolati da questa data in poi dovranno rispettare il limite di CO2, che dovrà essere contenuto in 95 g/km. Se questi limiti venissero superati le case costruttrici saranno sanzionate dall’Europa con multe pesantissime che potrebbero intaccare anche l’economia aziendale, con gravi conseguenze sul mercato. Il problema è che ad oggi poche case costruttrici sono in regola con le nuove normative e manca solo un anno all’adeguamento. Tutto nasce dalla volontà di azzerare le emissioni inquinanti entro il 2050, cioè arrivare ad una soluzione che preveda emissioni pari a zero. La soluzione che l’Europa vuole portare avanti è quella di favorire la crescita della mobilità elettrica. Entrando nel dettaglio questa è la strada giusta da seguire per abbattere gli inquinanti, come ossidi di azoto e particolato, soprattutto nelle aree urbane delle grandi città. Tutto questo progetto però non è facile da realizzarsi nella pratica, a dei vantaggi si devono tener conto anche di problemi strutturali e logistici, che vanno a sporcare questa politica ad emissioni 0 oppure addirittura essere più inquinanti di veicoli a motore termico. Nel caso dei veicoli elettrici avremmo 0 emissioni perché non c’è combustione di carburante per autotrazione.
Se, invece, parliamo di emissioni di gas serra il discorso si complica, perché un veicolo elettrico crea un pacchetto di emissioni di gas serra non trascurabile. Produrre energia elettrica da fornire al veicolo in oggetto produce inquinanti e questo è uno dei vincoli da abbattere. I diesel di ultima generazione, ad esempio quelli omologati Euro 6d, possono avere emissioni di CO2, in determinati contesti, inferiori a quelli dei veicoli elettrici. L’elettrico ha innumerevoli vantaggi ma bisogna studiare per ottimizzarne l’uso e renderlo semplice per tutti ed ecosostenibile per l’ambiente. Molti passi in avanti vanno fatti per la realizzazione delle batterie; infatti le emissioni di CO2 legate a questa produzione vanno preventivate, perché nella maggior parte dei casi il paese di produzione è diverso da quello di utilizzo. C’è anche da considerare che gli attuali accumulatori o batterie agli ioni di litio sono ad un livello di sviluppo abbastanza avanzato e con le attuali che abbiamo a disposizione la ricerca e lo sviluppo sono fermi, in quanto non si possono migliorare ancora le prestazioni. Per ottenerne di superiori gli R&D di ogni casa automobilistica stanno studiando nuovi materiali più performanti, meno costosi e con un basso impatto ambientale. Il cobalto e il litio, che sono i protagonisti di questa attuale tecnologia, sono dei combustibili fossili ma sono in via di esaurimento nei giacimenti (in Congo il più grande). Un altro punto da considerare è l’utilizzo pratico di un veicolo a trazione elettrica nella quotidianità giornaliera, esistono dei vincoli che riguardano questo genere di tecnologia. Questi vincoli possono essere infrastrutturali perchè per avere tempi di ricarica accettabili avremo bisogno di riqualificare l’energia disponibile presso la nostra abitazione, per avere un maggior quantitativo di Kw/h da fornire alla nostra stazione di ricarica casalinga. Nelle normali e comuni abitazioni/appartamenti abbiamo a disposizione un’utenza di 3 Kw/h. In fase di ricarica però dobbiamo considerare che i nostri accessori ed elettrodomestici vari assorbono già energia per alimentarsi e poter funzionare a dovere, quindi in pratica alla mia stazione di ricarica saranno disponibili solo 1,5 al massimo 2 Kw/h. Il che vuol dire allungare molto i tempi di ricarica normalmente richiesti dal costruttore. Per avere una ricarica accettabile nella nostra abitazione dovremmo avere a disposizione almeno 6 Kw/h.
Un altro vincolo può essere di natura logistica perché più la capienza delle batterie aumenta, più energia devo portare alle varie colonnine nelle piazzole di ricarica dislocate nel territorio nazionale. Immaginiamo una colonnina di ricarica in un parcheggio di un comune supermercato, avere una colonnina da 100 Kw è l’equivalente di fornire energia per 33 appartamenti in un classico condominio. Se devo ricaricare, più la diffusione dei veicoli aumenterà più avremo bisogno di piazzole di ricarica. Immaginiamo quanta energia elettrica in più dovranno produrre le centrali per soddisfare il fabbisogno di ogni utente, nel nostro paese solo il 20% del fabbisogno energetico nazionale viene da fonti di energia rinnovabile, quindi per produrre più energia dovremmo avere più centrali o aumentare la produzione delle esistenti. Quindi la produzione di CO2 che risparmiamo dai carburanti la buttiamo di nuovo nell’ambiente per produrre un quantitativo superiore di energia elettrica. Senza contare poi come portare l’alimentazione alle colonnine di ricarica, fasci di cavi enormi, lavori stradali per interrarli, sistemi di logistica adatti. Inoltre è bene ricordare che il costo dell’installazione della rete dipende dalla potenza distribuita, mentre l’utente paga l’energia che consuma. Si rischia di investire molti soldi per un modesto ritorno economico.
Per ultimo, ma non per ordine di importanza, il vincolo sulle nostre abitudini quotidiane, siamo abituati con i veicoli a nostra disposizione tra le varie alimentazioni a mettere in movimento il nostro veicolo per compiere delle azioni nell’esatto momento in cui lo pensiamo, quasi nell’immediato istante. Senza programmare il da farsi, perchè un mezzo a combustione anche se ha il carburante che sta per terminare siamo in grado oggi di ovviare al problema andando al primo distributore vicino casa, rifornire in un minuto e ripristinare la situazione alla normalità. Con un veicolo a trazione elettrica questo non basta, con la tecnologia oggi a nostra disposizione possiamo ricaricare il nostro veicolo elettrico per l’80% della capienza della sua batteria in circa 30/40 minuti. Abbiamo a disposizione questo tempo, possiamo aspettare? Se vogliamo prendere la strada di utilizzare questa tecnologia al momento dovremmo cambiare le nostre abitudini, ma anche le nostre esigenze.
La mia logica di pensiero è che non è possibile pensare di utilizzare questa tecnologia nell’immediato perchè è tutto da adeguare alle esigenze che questa tecnologia impone. Abbiamo una grande fonte, ma non possiamo sfruttarla, è troppo presto, non siamo pronti, abbiamo bisogno di varare delle modifiche, poi vedremo.
Alessandro Rossi