HOMEPAGE APPUNTAMENTI La mensa Diocesana di Frosinone, una porta aperta caritatevole sulla città

La mensa Diocesana di Frosinone, una porta aperta caritatevole sulla città

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Diamo un senso a questo Natale, portiamo un dono o un panettone agli invisibili

Gestita dai volontari della Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con la Caritas ed i volontari della Diaconia, la mensa Diocesana di Frosinone è nata il 10 dicembre del 2014 ed inaugurata in Viale Mazzini nei locali dell’ex ospedale di Frosinone grazie alla benevolenza della ASL che ha messo a disposizione la struttura. Caratteristica della mensa è quella di fare in modo che i fratelli poveri si confondano facilmente con i volontari. Una sorta di accoglienza, di rispetto, di essere uomini tra uomini, per non farli sentire a disagio. Abbiamo chiesto alla volontaria Paola Mignardi di raccontarci la situazione che stanno vivendo, chi sono i nuovi poveri e come si stanno preparando per questo Natale. Abbiamo pensato di proporvelo così, nella sua semplice ed altissima essenzialità, senza interruzioni di domande nè di inutili commenti. Abbiamo ritenuto non ce ne fosse bisogno. “La mensa è attiva a cena tre giorni a settimana il lunedì, il mercoledì ed il venerdì dalle ore 17.00 alle ore 19.00. Le caratteristiche principali della mensa non sono solo quelle di assicurare un pasto caldo alle persone in difficoltà ma si tratta di un luogo di accoglienza, un luogo dove si cerca di ricostruire quel legame di familiarità con chi è solo, con chi è stato lasciato indietro dalla vita. Questo è reso possibile anche grazie all’impegno di tanti volontari. Ognuno ha un proprio ruolo: c’è chi è in cucina e sporziona, c’è chi porta il cibo in tavola e c’è chi, confondendosi tra di loro, intrattiene relazioni umane con gli ospiti della Mensa, mangiando con loro, dialogando con loro e creando insieme momenti di preghiera”. “Il servizio, come già detto, è svolto da un gran numero di volontari liberi da impegni lavorativi, casalinghe, qualche pensionato, molti inviati dalle parrocchie, tanti studenti di scuole superiori ed universitari. Volontari che con disponibilità e spirito di amicizia offrono il loro aiuto non solo per questioni riguardanti il cibo, ma per risolvere i tanti problemi di vita quotidiana di queste persone, provando ad abbattere barriere e pregiudizi di una società capovolta. Perchè il povero è una persona da amare. Come tutti. Uguale a ciascuno di noi”. “Chi sono le persone che si recano alla Mensa? Gli ospiti della Mensa nel tempo si sono diversificate. Ci sono stati momenti in cui predominavano le persone emigrate, da un po’ di anni invece la stragrande maggioranza è rappresentata da nostri concittadini. Tante le famiglie con bambini, molti uomini soli che vivono spostandosi da un posto all’altro a causa del crescere della disoccupazione o a causa di separazioni coniugali. Allarmante è la presenza dei tantissimi nuclei familiari. La crescita della povertà e delle richieste di aiuto nell’ultimo anno è in considerevole aumento ed ha richiesto locali più ampi”. “La mensa diocesana risponde a quel messaggio di prossimità evangelico, perchè la mensa è evangelica : ho avuto fame e mi avete dato da mangiare. Se con i nostri occhi osserviamo un povero non vediamo solo una persona malvestita, maleodorante da scartare e mettere da parte, ma vediamo una Persona. Una persona che ha avuto una sua vita e purtroppo è stata sfortunata. Non è un ‘nessuno’ da scartare che potrebbe importunarci, se lo osserviamo con il cuore ci accorgiamo di avere davanti un uomo che ha solo bisogno di noi e del nostro aiuto, di dialogo e di comprensione”. “Così la mensa diventa un luogo non solo di accoglienza ma soprattutto di amicizia e solidarietà. Per questo si è cercato di creare anche un angolo dove gli ospiti potessero conoscersi e instaurare un’ amicizia. Sono stati creati anche degli angoli appositi per andare incontro ai bambini con i compiti scolastici. Attenzione particolare viene data ai compleanni che vengono sempre festeggiati con dolce e regalo. Tutti hanno il diritto di festeggiare la vita”. “Durante il Covid la situazione all’interno della Mensa è del tutto cambiata. I poveri sono aumentati in modo esponenziale passando dalle circa 60 persone che in genere assistevamo alle 350 bisognose di un pasto. Durante questo terribile momento la mensa non si è fermata, non poteva, e con tutte le disposizione ed i presidi da osservare che ci sono stati imposti, abbiamo continuato il servizio ampliando i giorni di apertura dal lunedì al venerdì. Chiaramente non era possibile sedersi a tavola ed il cibo è stato consegnato non più preparato ma da cucinare. In situazioni emergenziali abbiamo comunque cercato di raccogliere i loro bisogni e le loro richieste che andavano al di sopra del cibo. In questo periodo anche molti dei volontari, sia per legittima paura sia per problemi di salute, hanno avuto forti difficoltà a prestare servizio, ma con il tempo libero ‘regalato’ dal lockdown, molti di nuovi se ne sono aggiunti e di contesto abbiamo ricevuto aiuti sottoforma di beni di prima necessità da tantissime associazioni del territorio. Così come dai centri ed attività commerciali. Si è creata una rete di solidarietà straordinaria che ha anche aiutato a superare la paura mettendosi al servizio dei meno fortunati senza chiudersi egoisticamente in sè stessi. Una vera gara di solidarietà, la risposta più bella che si potesse immaginare. Oggi si è un po’ ripreso quello che era il servizio prima del lockdown ma con le nuove disposizioni. Abbiamo quindi distanziato i tavoli e solo ai nuclei familiari è consentito di sedersi insieme. Altrimenti una persona per tavolo, ben distanziati gli uni dagli altri previa misurazione della temperatura corporea e continua sanificazione dei locali”. “Il Natale è una festa molto importante per quello che è lo stile della Comunità di Sant’Egidio. La festa della famiglia soprattutto per chi famiglia non ne ha. Il pranzo di Natale per noi rappresentava il punto massimo della nostra opera. Poter accogliere tutte quelle solitudini e, grazie alla disponibilità della diocesi che apriva le chiese per assistere un gran numero di fratelli, a volte anche oltre i 300, organizzare per loro un banchetto bello ed elegante, con piccoli doni da scartare. Era per noi l’apice della nostra missione di creature di Dio. Chiaramente quest’anno tutto questo non sarà possibile ma nessuno verrà abbandonato. La mensa sarà il punto di partenza e se vogliamo di ritrovo degli aventi bisogno. Qui troveranno un pasto caldo, ben preparato e ben confezionato da portare a casa. Il servizio verrà svolto il 25 dicembre dalle ore 10.30 alle ore 12.30. Un Natale diverso per cui anche i locali verranno divisi in spazi separati: da una parte la consegna dei pasti, dall’altra ad attendere grande e piccini ci sarà Babbo Natale per la consegna dei regali. Regali semplici e utili come potrebbe essere una maglietta intima, una confezione di bagnoschiuma ed altri articoli per la persona o alimentari. Abbiamo messo in campo un’iniziativa ‘Metti in tavola un panettone’ per cui chiunque voglia potrà aiutarci nell’acquisto del panettone e noi provvederemo a regalarlo a ciascuno che venga a bussare alla nostra porta. Così come, chi volesse, potrà aiutarci con i regali. Regali come già detto utili e nuovi. Sarà possibile consegnare panettoni ed altro direttamente presso la Mensa Diocesana di Viale Mazzini dal martedì al venerdì dalle ore 17.30 alle ore 19.00”. “Perchè i poveri non sono solo una categoria sociologica da nascondere e o commiserare, non sono semplici bisognosi di assistenza. Ma sono fratelli e sorelle di cui prendersi cura così come il Vangelo ci insegna nelle parole di Gesù Cristo: ogni volta che avrete fatto qualcosa di buono ad uno dei più piccoli, l’avrete fatto a me. Questa è la nostra missione. Farsi prossimo per chi è abbandonato, vivere l’amore, la cura per queste persone invisibili. Un atto di amore incondizionato che fa bene non solo a chi viene aiutato ma anche noi che con gioia tendiamo la mano. Ci gratifica e ci aiuta a superare tante forme di individualismo e di egoismo che si nascondono dentro ognuno di noi”.

Con l’amore del prossimo il povero è ricco, senza l’amore del prossimo il ricco è povero. (Sant’Agostino)

Non c’è altro da aggiungere.

Monia Lauroni