Già nei mesi scorsi, la Comunità Exodus Cassino e Consorzio dei Servizi sociali del Cassinate sono diventati firmatari del progetto “A che gioco giochiamo”, volto a contrastare la diffusione preoccupante del gioco d’azzardo nel territorio. I due enti, infatti, stanno mettendo a disposizione dei Comuni un’équipe specializzata per mettere in pratica degli interventi di orientamento ai percorsi di cura e di prevenzione.
Tra le attività messe in campo da Exodus fa parte, ad esempio, la campagna di comunicazione “6 tanto sicuro?” che punta al contrasto della disinformazione di cui spesso sono vittime i giovani. Come si legge sul sito di Exodus Cassino: “ci intromettiamo nei processi semantici che mirano a semplificare la realtà, a banalizzarla e a cristallizzarla in luoghi comuni, svuotandola di senso e finendo per ridurre lo stesso desiderio dei giovani”. Tra le altre iniziative, poi, non mancano l’unità di strada e lo sportello d’ascolto per prevenire eventuali patologie legate al gioco d’azzardo e il Gruppo di Auto Mutuo Aiuto che rientra nel percorso di cura. Sempre secondo Exodus, l’unità di strada: “Ha l’obiettivo di portare presso ogni Comune del territorio consortile una risposta al problema della dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Attraverso interventi di prevenzione rivolti alle comunità locali, in base alla popolazione target (scuole, parrocchie, centri per gli anziani, luoghi di aggregazione) con la finalità di informare le persone sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo. Inoltre attraverso uno sportello di ascolto itinerante per orientare il giocatore ed i suoi familiari alla consapevolezza del problema, per informare sui percorsi di cura disponibili, per supportare il nucleo familiare”.
Secondo i primi dati del progetto, la situazione nel cassinate è realmente grave. Infatti, non solo uomini tra i cinquanta e i sessant’anni che fanno volatilizzare lo stipendio nel gioco, ma anche tanti ventenni che bruciano i loro risparmi. Nella provincia di Frosinone si tratterebbe di una spesa di 1.676 euro (oltre la media nazionale pari a 1.463 euro a testa). Inarrestabile dopo l’arrivo della pandemia è anche il gioco online. Cassino, poi, secondo i dati raccolti nei primi quattro mesi dall’avvio della ricerca di Exodus e Consorzio dei Servizi sociali del Cassinate sembra che superi di molto la media nazionale.
In attesa dei dati completi, per avere un quadro generale della gravità della situazione relativa al gioco patologico, è molto interessante la mappa interattiva messa a punto da Gedi Visual rintracciabile al seguente link: https://lab.gedidigital.it/gedi-visual/2018/italia-delle-slot-2/.
Elisa Rossi