Non esistono zone isolate, divise, staccate, nei colori di Patrizia Baglione, giovane poetessa e pittrice verolana, ma tanti colori che uniscono tutti in un unico abbraccio. Patrizia, una ‘bambina’ con troppi sogni, così tanti e così grandi che i cassetti non bastano più. Impossibile contenerli tutti e mai come in questo tempo c’era bisogno di aprire quelle scatole e lasciarli volare via. Alti, altissimi in un cielo comune, contagiati soltanto dalle emozioni dell’anima. Il messaggio è stato raccolto e, da oltre un mese, i corsi della Baglione di ‘Pittura emozionale’ hanno raggiunto traguardi e scopi al di sopra delle aspettative. Il corso on line di Pittura emozionale di Patrizia nasce come strumento di terapia espressiva, di evoluzione personale in cui dare ‘voce’ ai pensieri più intimi, alle paure nascoste, alle gioie, ai mostri che ognuno di noi, soprattutto in questo tempo slabbrato, si porta dentro come un macigno. In poco tempo la Baglione è riuscita a formare un gruppo di lavoro che unisce gli iscritti, perlopiù, psicologi, educatrici ed insegnanti, dal Trentino alla Sicilia. Ognuno con la voglia di scuotere dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni. Polvere stantia che non aveva un volto, un’identità, ma che gravava sulla soglia dell’anima. Ma in cosa consiste concretamente Il corso di Pittura emozionale? Il corso, adatto a tutti e svolto su Google Meet, è costruito come la metafora di un viaggio di esplorazione personale, che avviene attraverso i colori e i pennelli. Un viaggio di ascolto intimo con se stessi, alla scoperta di quell’Io che senza rendercene conto abbiamo chiuso come scheletro in un armadio. Si divide in tre incontri, la prima parte “ Emozionarsi con gli acquerelli”, la seconda ‘Pull Painting’, appunto dipingere con il filo, e la terza ‘Depliant aromatico’ dipingere con le spezie. Non è un corso per inseguire Renoir, nè Picasso, tantomeno Pollock, qui si tratta di inseguire se stessi nella parte più intima. Ad ogni incontro la Baglione fonde la creatività con la parte emozionale che si attua attraverso una specifica richiesta: inserire su ogni creazione delle parole chiave, quelle che la bocca non pronuncia, quelle dettate solo dal cuore. E’ a questo punto che si concretizza il sentimento, l’ultimo e primario vero scopo del corso on line. La ‘ lettura’ di ogni creazione viene lasciata all’autore, in solitaria, riaprire la mente ‘terrena’ dopo una specie di trans emozionale. Quello che ne scaturisce è sorprendente: vengono fuori storie forti, dolori subiti, desideri nascosti come quello di diventare madre e la paura di non riuscirci, paure di solitudini, ma anche gioie tenute inconsciamente nascoste come fossero peccati da redimere. Ogni incontro rappresenta simbolicamente la tappa di un ciclo evolutivo: un percorso che parte dal contatto con la matericità per giungere a contattare vissuti ed emozioni più profonde, intime ed eteree. La Baglione forse nemmeno immaginava tutto questo. Ora il sogno più ambito di questa ‘bambina’ che ha scoperto che l’arte può essere ‘missione’ è quello di portare, appena i tempi lo permetteranno, il progetto di Pittura Emozionale in centri come ‘Donne vittime di violenza’, negli ospedali, nelle scuole. Dare voce a emozioni e vissuti che restano senza voce, affidare al colore, all’immagine e alle parole la responsabilità di parlare della propria intimità, e insieme esplorare l’anima. La Baglione lo sà: ci si può conciliare con se stessi, l’arte e le emozioni sono l’unica via. Prima che l’infezione ci arrivi al cuore. E questo può veramente ucciderci anche se continueremo a respirare.
Monia Lauroni
Patrizia Baglione, curatrice del laboratorio “PoeticArte”, Premio Kalos alla Cultura 2020, pittrice e poetessa. Due libri pubblicati: ” La mia voce “, ” Malinconia delle nuvole”. Studentessa universitaria di Scienze dell’educazione e Arteterapeuta in formazione presso la scuola di arte terapia “Lacerva”, Roma.