Ennio è conosciuto in città con il nomignolo Nebbia, è un uomo di una sessantina di anni affetto da evidente disabilità. In città lo conoscono tutti sebbene abiti in periferia.
Ennio è un uomo tranquillo, sorridente, “chiacchierone” non farebbe male a una mosca. Soprattutto in estate, con la bella stagione si adopera ad aiutare il prossimo, facendo i lavori più umili. Si tiene occupato con la sua volontà di fare, è un uomo discreto e lo si vede spesso anche nel centro cittadino. Venerdì scorso Ennio è stato aggredito e brutalmente picchiato da tre soggetti, probabilmente si tratta di tre giovani, nei pressi di Porta Cerere. Ennio ha avuto la peggio, è un uomo inerme, disabile, dal fisico mingherlino. È stato preso alla sprovvista, cosa ne sa Ennio delle botte e delle risse? È stato necessario l’intervento dell’ambulanza, ha un occhio nero, l’altro suturato con una benda sopra l’arco sopracciliare e forti dolori diffusi alle costole. Come è possibile che tre giovani possano avventarsi con tanta violenza nei confronti di un uomo indifeso, con evidente disabilità? Purtroppo gli episodi di cronaca non insegnano quasi mai e la memoria dopo questa triste vicenda, è tornata al povero anziano ucciso a Manduria nel mese di giugno scorso. Troppo facile prendersela con persone così indifese e deboli e soprattutto il fatto richiede una profonda riflessione: l’evento si è verificato nel cuore del borgo cittadino e nessuno si è “sentito” di intervenire a favore di Ennio. La zona dovrebbe essere comunque munita di telecamere, resta da chiarire perché un uomo come Ennio abbia attirato tanta violenza, altamente inaudita.