Nella prima metà del XVI secolo il trionfo della Riforma protestante pose fine all’unità religiosa dell’Europa cristiana. Ad Alatri chi cercava di capire le ragioni della Riforma e di accettarne alcune, venne isolato, e l’effetto sulla società non si fece attendere. Cominciarono le persecuzioni e le torture inflitte dalla “Santa Romana e Universale Inquisizione”. Ricreandoli a propria immagine e somiglianza, l’Inquisizione sconfisse gli alatrensi e quasi tutti gli italiani.
Nella nostra città, dopo l’ondata terroristica, si lavora a consolidare il consenso: si recuperano gli antichi culti animistici con la pluralità dei santi, si insiste su Maria madre molto più che su Maria Vergine, dando origine al “mammismo”, si rende attraente la propaganda con la sapiente regia delle cerimonie e la sontuosità carnevalesca delle processioni, con la spettacolarità delle chiese barocche, con le immagini zuccherose e sensuali di Cristo e delle sante, vengono potenziate le forme più primitive di superstizione, come gli esorcismi per gli “indemoniati”. Così manipolati, i cittadini di Alatri e soprattutto le loro donne fornirono una barriera difensiva per i poteri più retrivi legati alla teocrazia, dal feudalesimo tardivo del Seicento e Settecento alle mobilitazioni sanfediste, ai voti per la Democrazia Cristiana.
Con il diffondersi della cultura spagnola e il consolidamento dell’Inquisizione, gli alatrensi piombavano nel loro vero “medioevo”.
Raccontiamo spesso di questi ed altri fatti storici non per denigrare il nostro popolo e il suo passato, tutt’altro! L’intento è cercare di ricreare un quadro storico più ampio, che rilevi non solo le gioie ma anche i dolori di cui la storia delle donne e degli uomini è piena. Il tutto solo per la passione di ricerca delle verità storico–scientifiche.
Patrizio Minnucci