HOMEPAGE CULTURA Alatri – Incontro-intervista col Tenore Ugo Tarquini

Alatri – Incontro-intervista col Tenore Ugo Tarquini

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Abbiamo incontrato il Maestro Ugo Tarquini, ed è per me un piacere e un onore perchè Ugo è un’eccellenza della Lirica a livello internazionale. Tenore alatrense di talento straordinario, la prima domanda che mi preme farti è come spieghi che nella tua città natale non sei mai stato invitato, che so, per un evento o un semplice Grazie?

– Credo che un po’ di colpa sia anche mia perchè non mi sono mai autopromosso qui, per lavoro viaggio molto e gli impegni lasciano poco tempo a disposizione.

– Solo colpa tua quindi?

– No, la verità sta anche nell’assenza nel nostro territorio di teatri, di progetti nel campo della lirica. Io vivo a Parma e tutte le piccole città del Nord hanno un teatro, assieme alle più grandi naturalmente come Como, Brescia eccetera…

– Bene, come hai iniziato la carriera, credo che i primissimi maestri tu li abbia avuti in famiglia?

– Certo, vengo da una famiglia di musicisti: mio padre Maestro e Direttore di Coro, le mie sorelle pianiste e coriste, a casa ho sempre respirato musica, e mio padre è stato il primo adorato mentore. Poi a 21 anni entrai al Conservatorio di Frosinone ed ebbi la fortuna di avere una insegnante con alle spalle una carriera da concertista, Silvia Ranalli, che mi parlò con franchezza e benevolenza così da mettermi in condizioni di scegliere tra la professione dell’insegnante e quella del tenore in scena, e scelsi quest’ultima che mi ha aperto un mondo meraviglioso, un sogno che resiste ormai da otto anni e che credo mi accompagnerà per tutta la vita.

– Quando debuttasti e dove?

– Il vero e proprio debutto per importanza e livello è stato al Festival Puccini con Lucetta Bizzi, a Torre del Lago in provincia di Lucca. Esperienza che mi ha lanciato nel mondo della lirica.

– Un mondo di soddisfazioni e emozioni, puoi raccontare per Gente Comune alcune delle più belle tra le tante emozioni della tua vita artistica?

– Una senz’altro è stata la partecipazione come protagonista a una Bohème con la regia di Ettore Scola. Conoscerlo ed essere diretto da lui è stato davvero come toccare il cielo con un dito. Poi, un altro incontro speciale: Simonetta Puccini, una delle nipoti del Maestro, che ha voluto conoscermi invitandomi a cantare alcune celebri arie di Giacomo nella casa dove visse, di fronte alla sua tomba… incredibile e bellissimo; un altro sogno realizzato perchè Puccini è sempre stato il mio più grande amore artistico.

– I partner artistici con cui ti sei trovato meglio, con quel feeling che contribuisce alla magia corale…

– Sono molti e ognuno è artista di grande bellezza interiore rara. Quindi non v’è bellezza artistica senza quella umana.

– Il tuo grande sogno realizzato, in questo brutto periodo si sta annebbiando, per le risapute ristrettezze nel mondo dello spettacolo dovute alla pandemia?

– No, non si incrinerebbe mai l’amore per quello che faccio. Certo in questo periodo il teatro e chi vi lavora sta incontrando difficoltà come tutti gli altri settori e ambiti della nostra vita, ma c’è una gran voglia di ricominciare, sia da parte mia che di tutti i colleghi e le maestranze dell’opera lirica e del teatro. Ce la faremo. Il sogno continuerà e la vita di tutti tornerà a scorrere nella normalità.

– Questo ottimismo, oltre alla voglia dell’artista di tornare in scena dal suo pubblico, da cosa deriva?

– Certamente dalle ultime positive notizie sul vaccino che potrà dare la spallata determinante al Covid.

– Grazie mille Ugo, per la tua disponibilità.

– Grazie a te e a tutti i lettori di Gente Comune.

Patrizio Minnucci

Per chi volesse seguire il Maestro Tarquini: www.ugotarquini.com