Alatri tutta si è svegliata tramortita dalla triste notizia della morte di Domenico Sistopaoli, in arte Sandro Morato. Il più grande attore e regista teatrale degli ultimi anni se n’è andato dopo una grave e lunga malattia. Il suo talento artistico gli ha fatto largamente superare i confini cittadini e provinciali giungendo a riconoscimenti nazionali per la sua innata volontà di portare il Teatro (in maiuscolo come lui voleva) ad arte sublime e inarrivabile, tanto inconcludente quanto sublime.
Sin da giovanissimo Sandro disertava le lezioni universitarie di ingegneria per crogiolarsi assistendo alle lectio magistralis dei suoi miti all’Accademia d’Arte drammatica di Roma. Lì comprese ed ebbe riscontro oggettivo della sua vera strada da seguire. Coetaneo di Carmelo Bene ne fece il suo idolo dopo averlo conosciuto personalmente in quelle aule. La sua vita da quel dì proseguì spedita sulle tavole del palcoscenico con un successo sempre più alto da Alatri a tutta la provincia. Coadiuvato dalla adorata moglie Silvana, i suoi spettacoli presero forma e sostanza a livello nazionale, grazie alla attorialità sublime e alla conoscenza profonda delle tecniche registiche maturate negli anni di gavetta.
Da lì a poco fondò la Compagnia Teatro dei Viandanti e del Teatro Piccolo che raccolsero successi di pubblico e critica in ogni dove si rappresentassero le Commedie.
L’amore per l’Arte scenica portò Sandro a costruirsi in casa un Teatro, ove fino a poco tempo fa si poteva incontrare Anna Mazzamauro, l’intera “Compagnia” del film “Polvere di Stelle” di Alberto Sordi e tanti altri artisti nazionali e internazionali.
Il Maestro Morato lascia un vuoto incolmabile nei cuori degli alatrensi e degli artisti che lo conobbero e apprezzarono. Sandro collaborò financo col nostro giornale per un breve periodo con articoli sull’Arte del Teatro, del Cinema (ove ebbe un buon succeso) e della pittura, di cui era fervente appassionato. L’ultima volta che lo vidi fu proprio nella sede di Gente Comune, dove si era fermato per caso; disse che non ci aveva mai dimenticato.
Noi non dimenticheremo mai te, Maestro.
Patrizio Minnucci