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OSPEDALE SAN BENEDETTO, PAROLA AL DOTT. SARRA: “RIORGANIZZAZIONE POST COVID? LA DIREZIONE ASCOLTERA’ TUTTI GLI ATTORI”

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Inizia un ciclo di interviste sulle prossime amministrative di Alatri (per info e proposte dei candidati 3803679601 o mail a info@tipografiaacropoli.it) da parte della redazione di Gente comune.

Primo tema divisivo: sanità. E quando si parla di Ospedale San Benedetto il riferimento al Dott. Roberto Sarra è quasi retorico. Impegnato in prima linea negli anni bui, protagonista in quelli del rilancio, soprattutto medico nel nosocomio di Alatri, con lui abbiamo fatto il punto sulle prime “scintille” dei candidati Maurizio Cianfrocca (centro destra) e Fabio Di Fabio (centro sinistra) proprio sul futuro della struttura. E abbiamo parlato anche di politica poiché, nel toto nomi, quello di Sarra ha più volte caratterizzato il dibattito in questi mesi.

Dottore, nei giorni scorsi prime scintille tra i candidati Maurizio Cianfrocca e Fabio Di Fabio sul San Benedetto. Che idea si è fatto? Scaramucce da campagna elettorale o è giusto tenere alta l’attenzione?
“Bisogna tenere sempre alta l’attenzione, senza dubbio. Come certamente ci sarà un tema di organizzazione dei servizi nel post Covid, così come richiesto dalla Regione Lazio. Sono convinto, però, che la direzione ragionerà con tutti gli attori, a partire dai professionisti che lavorano al San Benedetto sino ai livelli istituzionali, per una proposta che guardi al bene generale e soprattutto alla tutela della salute dei cittadini. Sono state ventilate alcune ipotesi, ma penso siano più legate a singoli reparti che al quadro di insieme. Credo che anche questa volta sarà fatta una sintesi in linea con le aspettative di tutti”.

A quali proposte fa riferimento?
“Più che proposte chiamiamole voci che riguardano sia la ripresa della day e week surgery, sia modifiche su alcuni reparti. Ripeto quanto detto: ci sarà programmazione affinché le due strutture (Spaziani di Frosinone e San Benedetto di Alatri ndr), che hanno dimostrato di saper collaborare efficacemente ancor più durante l’emergenza, continuino a garantire servizi corretti a un bacino di utenza molto grande”.

Parla di mediazione e ovviamente non possiamo non far riferimento alla politica. Ad Alatri si vota in ottobre, quale supporto si aspetta dalla prossima amministrazione sulla sanità locale?
“Massima collaborazione a prescindere dal risultato, parliamo di un patrimonio di tutti che non ha colori politici. Il San Benedetto non sarà mai la bandiera di uno schieramento piuttosto che di un altro. Con il comitato, i cittadini e gli amministratori dovremo festeggiare ogni conquista e superare insieme le difficoltà. C’è una certezza: la Dg Pierpaola D’Alessandro è sempre attenta e positiva nel lavoro che svolge”.

Il suo nome è circolato in maniera insistente per la candidatura a sindaco di Alatri. Ci dica la verità, le dispiace che il centrosinistra non la abbia indicata come candidato sindaco?
“Avrei preferito le primarie ampie, ma il mio riferimento è sia a destra sia a sinistra. È chiaro che il Pd, avendo da sempre utilizzato questo strumento, avrebbe maggiormente potuto favorire una giornata di partecipazione, se non altro per agevolare la nascita di uno schieramento più largo. Ma è un mio pensiero personale e non faccio riferimento a me stesso: io mi occupo di radiologia e dell’Ospedale. Qualcuno dice che le primarie siano divisive, io la vedo esattamente al contrario: servono a indicare un candidato e a invogliare gli indecisi ad andare a votare. Che non abbiano confluito sul mio nome non è importante perché, ripeto, adoro fare quello che già faccio. Se ci fosse stato un momento in cui tutti, e ripeto tutti, avessero indicato me non nego che… ma con Di Fabio in campo e altre variabili assolutamente no. Non potrei mai essere una candidatura contro qualcuno e quindi va benissimo così”.

RS